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Comune di Bosa
Provincia di Oristano
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Territorio e ambiente

137Territorio
Una città adagiata sul fondovalle lungo il quale scorre il fiume Temo (unico fiume navigabile della Sardegna per circa Km 6), poco distante dalle acque cristalline del mare occidentale, dominata dal castello dei Malaspina sul colle di Serravalle, intorno al quale si stringono le alte case del Borgo medioevale che scendono fino alla sponda del Temo, che con il suo corso sinuoso attraversa la città da est a ovest.
Questo è il suggestivo paesaggio che all’improvviso Bosa offre affascinando per l’armonia del panorama e per la vitalità dei suoi colori: il verde intenso degli ulivi secolari, l’azzurro del mare sullo sfondo, il rosa della pietra con cui sono ingentilite le case del centro antico, il rosso, il giallo delle tradizionali imbarcazioni dei pescatori locali.

Bosa è anche una città di mare, con le sue spiagge dalle caratteristiche uniche (la sabbia, ad alto contenuto di ferro, possiede delle caratteristiche terapeutiche per la cura dei reumatismi), e le numerose calette raggiungibili solo in barca, dove il mare conserva ancora tutto il suo fascino.
Il fondale marino di Bosa offre panorami di rara bellezza.
La costa incontaminata offre al visitatore paesaggi naturali di particolare bellezza che possono essere meta di escursioni nel corso delle quali è possibile osservare il volo lento dei Grifoni che nidificano sui picchi più alti.
Il comune fa parte della Strada della Malvasia di Bosa.

Ambiente
Nel territorio bosano è possibile identificare tre tipi di paesaggi:
– Il paesaggio fluviale, caratterizzato dalla presenza del fiume Temo e della sua valle quale elemento di continuità e di integrazione tra la fascia costiera, la città e la riserva naturale della media valle.
Componente caratterizzante del paesaggio fluviale bosano è la coltura dell’olivo sui versanti collinari di destra e sinistra del Temo. Una tipologia paesaggistico-ambientale nella quale alle vigorose componenti geografiche naturali si giustappongono le tessiture minute e variamente articolate dello spazio antropico, della campagna abitata;
– Il paesaggio dei rilievi vulcanici, caratterizzato dalla dominante dei rilievi montani di origine vulcanica e variamente stratificati, articolati e tormentati. L’area costiera risulta scandita in promontori e insenature pittoresche. Insomma un vero e proprio museo territoriale delle formazioni geologiche, di raro interesse estetico e scientifico. Parte importante di questo tipo di paesaggio sono la Riserva naturale orientata di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu e il Parco Biomarino di Capo Marrargiu. La riserva naturale orientata di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu, dal punto di vista ecologico è costituita quasi esclusivamente da ecosistemi di compromesso utilizzati a pastorizia estensiva ed è priva di insediamenti permanenti. La vegetazione comprende la formazione di gariga costiera, di macchia mediterranea, residui di leccete e, limitatamente alla zona di Monte Mannu, di praterie montane. Dal punto di vista faunistico l’area assume importanza comunitaria e nazionale in quanto ospita il nucleo più consistente di Avvoltoio Grifone su tutto il territorio nazionale (l’80% della popolazione nazionale). Sono presenti, inoltre, nella riserva specie avifaunistiche come il Nibbio Reale, l’Aquila Reale, l’Aquila del Bonelli, il Falco Pellegrino.
Il Parco Biomarino di Capo Marrargiu comprende il tratto di costa tra la foce del fiume Temo e l’isolotto di Sa Pagliosa. Procedendo da sud verso nord la costa si presenta, immediatamente, oltre la foce del Temo, alta ed incisa, a tratti, da insenature profonde e ben riparate. Alcune di queste costituiscono punti di approdo ideali, al riparo dai venti dominanti e con fondali che, data la loro natura assicurano un buon ancoraggio. L’accesso da terra non è sempre agevole nonostante l’estrema vicinanza della strada provinciale Bosa-Alghero. La costa in prossimità di Capo Marrargiu presenta un andamento particolarmente scosceso, con splendidi strapiombi alla cui base si aprono stupende grotte naturali. E’ da segnalare la presenza, su questo tratto di costa, di avifauna molto ricca che comprende uccelli acquatici come il Gabbiano corso, il Martin Pescatore e il Cormorano, e rapaci come il Grifone, il Falco Pellegrino, l’Aquila Reale, il Nibbio reale. A monte della linea di costa il paesaggio è dominato dalla presenza dalla presenza di macchia mediterranea, caratterizzata da vegetazione arbustiva (lentisco, mirto,ecc.) e povera di elementi arborei. All’interno del Parco Biomarino ricade quasi per intero tutto l’areale mondiale del Limonium Bosanum, che è l’unica specie vegetale esclusiva del Marghine-Planargia. Uno dei tratti di costa degni di maggiore interesse naturalistico può essere individuato intorno a Capo Marrargiu, i cui fondali caratterizzati dalla presenza di canyons e grotte fino alla profondità di 50-60 metri, sono frequentati da una abbondante e ben differenziata fauna ittica (saraghi, gronghi, tonni, murene, ombrine, scorfani, pesce San Pietro, Cernie, razze, aragoste, etc.). Merita inoltre particolare attenzione la possibile presenza della Foca Monaca, specie minacciata di estinzione a livello mondiale. Il fondale attorno a Capo Marrargiu è ricco di corallo, da cui gli orafi bosani realizzano finissimi gioielli.
– Il paesaggio della media valle è caratterizzato dalla valle interna e incassata del fiume Temo e dei suoi affluenti; una conformazione naturale dei siti, resa suggestiva dall’incisione della valle del fiume contornata de pendii meno scoscesi e da ripiani (Sa Paule di Pedrasenta). Un ambiente rimasto quasi interamente non intaccato dall’opera dell’uomo. La varietà dei biotopi (ambienti fluviali, stagni temporanei, ambienti rocciosi, foreste di sughera e leccio, macchia mediterranea ed ambienti steppici) in un ambito relativamente ristretto, utilizzati esclusivamente in modo estensivo accresce notevolmente la diversità biologica, tanto che l’area è stata ritenuta d’importanza nazionale. Di particolare interesse dal punto di vista avifaunistico per la presenza di coppie nidificanti del Grifone, dell’Aquila del Bonelli, dell’Astore, dello Sparviere, del Grillaio e del Falco Pellegrino. Attorno all’altopiano basaltico di Pedrasenta si riproducono diverse coppie di Gallina Prataiola e di Occhione, mentre lo stagno di Pedrasenta costituisce un sito d’interesse regionale per la sosta e lo svernamento di molti uccelli acquatici. Per quanto concerne i mammiferi, merita un cenno particolare la presenza di una buona popolazione di Martora e di Gatto Selvatico, nonché di Cinghiale.

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